Lo Zafferano in cucina: abbinamenti e caratteristiche di un ingrediente pregiato ed antichissimo
Tempo di lettura: 4 minuti
Ci sono alcuni ingredienti che risplendono come gemme su una corona: per le loro proprietà e la loro storia, per il gusto speciale che dà carattere diventando la cifra identitaria di un piatto, per la versatilità degli usi e la possibilità di spaziare dai primi ai dolci, fino all’uso cosmetico.
Tra questi ingredienti d’eccezione, sicuramente lo Zafferano: lo Zafferano Vesuviano, presidio Slow Food coltivato nella splendida Masseria Clementina, è all’interno di uno degli Special del nostro menù, i piatti d’autore del nostro executive chef Domenico Bianco.
Per i più, zafferano fa rima con risotto alla milanese: ma non è certo l’unica ricetta che possiamo preparare! Come possiamo utilizzare lo zafferano?
Meglio quello in polvere o quello in pistilli? Ecco qualche curiosità e spunti utili dal nostro bistrot.
Lo Zafferano: una storia romantica di amore e morte
Lo Zafferano era usato già nell’antica Grecia: un suggestivo mito narra che la pianta di zafferano (Crocus Sativus) sia nata da un’amore infelice: quello tra Croco e la ninfa Smilace, amata dal Dio Hermes, che eliminò il rivale trasformandolo appunto in una pianta.
La pianta ha poi preso il nome Zafferano dall’omonimo pittore, che era solito usare questa spezia per dare vivacità ai colori dei suoi quadri: ospite di un matrimonio a Milano, convinse il cuoco a metterne un po’ nel risotto. Nacque così l’iconico piatto della tradizione lombarda. Il fiore però non è giallo come si potrebbe pensare: ha uno splendido colore lilla. Gli stimmi vengono poi essiccati, per mitigarne il sapore che sarebbe altrimenti troppo forte.
Come utilizzarlo e quale scegliere
Lo Zafferano è commercializzato sia in polvere che in pistilli. Quello in polvere è più pratico, in comode bustine da sciogliere al momento. “I pistilli vanno invece prima sbriciolati delicatamente con le dita o con un pestello, per romperne le fibre e rilasciarne gli oli essenziali. Poi vanno lasciati in infusione in (poca) acqua tiepida dai 40 ai 60 minuti: l’acqua aromatizzata ottenuta può essere quindi aggiunta alle preparazioni” spiega lo chef Domenico Bianco.
Qualche consiglio salvacena con lo zafferano?
Iscriviti alla nostra newsletter per entrare nel mondo San Pietro
Resta aggiornato su notizie esclusive, nuovi prodotti e articoli del blog.
Lo Zafferano in cucina: abbinamenti e caratteristiche di un ingrediente pregiato ed antichissimo
Tempo di lettura: 4 minuti
Ci sono alcuni ingredienti che risplendono come gemme su una corona: per le loro proprietà e la loro storia, per il gusto speciale che dà carattere diventando la cifra identitaria di un piatto, per la versatilità degli usi e la possibilità di spaziare dai primi ai dolci, fino all’uso cosmetico.
Tra questi ingredienti d’eccezione, sicuramente lo Zafferano: lo Zafferano Vesuviano, presidio Slow Food coltivato nella splendida Masseria Clementina, è all’interno di uno degli Special del nostro menù, i piatti d’autore del nostro executive chef Domenico Bianco.
Per i più, zafferano fa rima con risotto alla milanese: ma non è certo l’unica ricetta che possiamo preparare!
Come possiamo utilizzare lo zafferano? Meglio quello in polvere o quello in pistilli?
Ecco qualche curiosità e spunti utili dal nostro bistrot.
Lo Zafferano: una storia romantica di amore e morte
Lo Zafferano era usato già nell’antica Grecia: un suggestivo mito narra che la pianta di zafferano (Crocus Sativus) sia nata da un’amore infelice: quello tra Croco e la ninfa Smilace, amata dal Dio Hermes, che eliminò il rivale trasformandolo appunto in una pianta.
La pianta ha poi preso il nome Zafferano dall’omonimo pittore, che era solito usare questa spezia per dare vivacità ai colori dei suoi quadri: ospite di un matrimonio a Milano, convinse il cuoco a metterne un po’ nel risotto. Nacque così l’iconico piatto della tradizione lombarda. Il fiore però non è giallo come si potrebbe pensare: ha uno splendido colore lilla. Gli stimmi vengono poi essiccati, per mitigarne il sapore che sarebbe altrimenti troppo forte.
Come utilizzarlo e quale scegliere
Lo Zafferano è commercializzato sia in polvere che in pistilli. Quello in polvere è più pratico, in comode bustine da sciogliere al momento. “I pistilli vanno invece prima sbriciolati delicatamente con le dita o con un pestello, per romperne le fibre e rilasciarne gli oli essenziali. Poi vanno lasciati in infusione in (poca) acqua tiepida dai 40 ai 60 minuti: l’acqua aromatizzata ottenuta può essere quindi aggiunta alle preparazioni” spiega lo chef Domenico Bianco.
Qualche consiglio salvacena con lo zafferano?
Iscriviti alla nostra newsletter per entrare nel mondo San Pietro
Resta aggiornato su notizie esclusive, nuovi prodotti e articoli del blog.